lunedì 20 settembre 2010

La solitudine dei numeri primi

Titolo: La solitudine dei numeri primi
Anno: 2010
Soggetto: Paolo Giordano
Con:
Luca Marinelli: Mattia Balossino
Martina Albano: Alice da bambina
Arianna Nastro: Alice da adolescente
Tommaso Neri: Mattia da bambino
Vittorio Lomartire: Mattia da adolescente
Giorgia Pizzo: Michela da bambina



Uno schiaffo. Questo film è una sferzata di emozioni crude, presentate senza alcun filtro. Come la testa di San Giovanni divelta dal collo e presentata su un piatto d'argento a Salomè. Una tela del Caravaggio fatta di ombre e toni cupi corredata da musiche sempre poste a sottolineare la debolezza della psiche umana, in questo caso, dello spettatore. E' un film bellissimo, denso e lirico, il canto del cigno di un poeta misantropo e triste. Un film angosciante, fatto di cruda fantasia e triste realtà, intrappolato nelle gabbie della limitatezza della psiche umana. La trama è un "blinking" continuo di flash tra presente, passato e futuro, in cui la percezione è quella di una pericolosa e incerta commistione tra cause ed effetti. I sogni e le visioni oniriche di Alice sono il collante emotivo tra tutto questo: la scena nell' hotel in cui gli sciatori recitano i numeri primi, il discorso nuziale di Viola, i sogni e le visioni frequenti legate alla malattia di lei, alla sua solitudine, alle sue paure.
I numeri primi, così affascinanti e così isolati: lontanissimi uno dall'altro, se non fosse per quelle coppie di numeri primi vicini, come il 2 e il 3. I nostri "Numeri Primi", Mattia e Alice, non arriveranno a toccarsi mai, vivendo le loro vite terribili e speciali in una spirale di incomprensioni e irrequietezze, al limite tra la pura follia e la genialità, al limite tra il cinismo, la debolezza umana e la malvagità, al limite tra il senso di colpa e il masochismo. Il film è teso, duro, irrazionale ma freddo nel presentare vite invivibili, così lontane dalle nostre poltrone e dai nostri pop-corn, così inadatte alle nostre menti deboli e ordinarie. Mi ha profondamente angosciato e sconvolto, con la sua intensità e con i scuoi artefatti comunicativi ineccepibili.


1 commento:

  1. sono perfettamente daccordo con te... questo film mi ha lasciato le tue stesse emozioni... Mi ha angosciato e sconvolto... Davvero bello da vedere e da ascoltare...

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